Stile, tono e livello di formalità del testo

Come dire le cose che vuoi dire

Dopo che hai definito il destinatario e l’obiettivo, è il momento di decidere come stabilire il contatto con lui. Sono tre gli elementi che devi considerare nella scrittura del tuo testo: il tono, lo stile e il livello di formalità.

Tono: la voce con cui parla il testo

Quando scrivi ad un amico, usi un tono che può essere amichevole se ti ha fatto un regalo, arrabbiato se ti ha portato via la ragazza, ironico se la sua squadra del cuore ha perso e così via.

Inviando un e-mail al tuo capo sarai formale o colloquiale, in ragione dei rapporti che avete stabilito. Per inviare un reclamo alla banca potresti usare un tono arrabbiato o distaccato. Queste variabili nel modo di rapportarsi agli altri si chiamano “tono” e indica la sensazione globale trasmessa dal testo.

Il tono del testo è fondamentale: è l’equivalente del tono di voce quando sei viso a viso con una persona. Non diresti mai “Sono contento di vederti” con un tono triste e funereo così come non potresti trasmettere comprensione se ridendo affermi  “Ma come mi dispiace che ti sei rotto una gamba!”.

Quando scrivi per lavoro, il tono assume ancora più importanza.

ESEMPIO
Stai inviando una lettera di presentazione per convincere il Responsabile Acquisti di un’importante azienda di prodotti per ufficio a concederti in colloquio. Il tuo obiettivo è presentargli i tuoi arredi da ufficio per entrare nel loro catalogo.

Anche se non siamo i leader del mercato e non abbiamo prodotti particolarmente conosciuti, le chiediamo comunque un colloquio perché pensiamo che tra i nostri prodotti ce ne sono diversi che potrebbero interessare la vostra azienda.

Se tu fossi il Responsabile Acquisti, cosa penseresti dell’azienda che si sta offrendo con questo tono molto sottomesso?

Che forse ha una qualità medio-bassa, che non ha molta considerazione delle proprie possibilità e che cerca di procurarsi il colloquio semplicemente mostrandosi modesto e accondiscendente.

Ricordati di noi!